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L’arte tra le mani

 L’arte tra le mani

 

Nella primavera 2012 il Dipartimento Educativo del Museo Marini, ha dato inizio al progetto “L’arte tra le mani”, rivolto alle persone con Alzheimer e a coloro che se ne prendono cura. Il progetto è condotto da educatrici museali del Dipartimento didattico del museo e da educatori dell’associazione Anna con esperienza in ambito geriatrico. L’arte tra le mani conferma la particolare attenzione che il Museo Marino Marini di Firenze ha da sempre dedicato a speciali tipologie di pubblico.

Negli incontri si sperimentano con grande libertà percorsi multisensoriali (visite tattili e ascolti di composizioni musicali a commento delle opere di Marini), laboratori creativi e attività sull’arte contemporanea, con l’invenzione di poesie e di storie.

Il mese di ottobre dell’anno successivo abbiamo proposto un corso di formazione,finanziato dalla Regione Toscana nell’ambito dei progetti regionali del Piano della Cultura 2012-2015, con lo scopo di formare operatori in grado di ideare, all’interno di diversi contesti museali, programmi rivolti alle persone con Alzheimer e a coloro che se ne prendono cura, mettendo a reddito le esperienze più complete e significative attivate in Toscana e creare anche in altri musei del territorio proposte caratterizzate da modalità di approccio adeguate. L’idea di fondo è quella di moltiplicare le iniziative museali rivolte alle persone con decadimento cognitivo, dando vita a una rete coordinata di proposte sul territorio toscano perché ciascun intervento non si esaurisce nel suo compimento, ma è tanto più efficace quanto più si mette in relazione con altri progetti mirati agli stessi obiettivi.

Il contributo che possono dare i musei per riuscire a mantenere il più a lungo possibile le persone con demenza integrate nella trama di relazioni sociali e culturali è prezioso e attribuisce ai musei stessi un nuovo ruolo sociale.
Riferimenti bibliografici

Naomi Feil, Validation. Il metodo Feil. Per comprendere ciò che i grandi anziani fanno nella mente e nel cuore, Minerva ed. Bologna 2003 (ed. or. N. Feil V/F validation. The Feil method.How to help disoriented old-old, Edward Feil Productions, Cleveland, Ohio, 1982)

Tom Kitwood, Dementia Reconsidered, Open University Press, Buckingham, 1997

George E. Hein, Learning in the Museum, Routledge, Oxon 1998

Moira Jones, Gentlecare. Un modello positivo per l’assistenza, Carocci, Roma 2005. (ed. or. M. Jones Gentlecare. Changing the Experience of Alzheimer’s Disease in a positive Way, Resources Ltd, 1999)

Anne Basting, Forget Memory, J. Hopkin University Press, Baltimore 2009

Francesca Rosenberg, Amir Parsa, Laurel Humble, Carrie McGee, Meetme, Making Art Accessible to people with Dementia, The Museum of Modern Art, New York, 2009

John Zeisel, Sono ancora qui. Come la musica, il cinema, la danza e la pittura ci aiutano a capire e comunicare con chi vive con l’Alzheimer, Orme, Roma 2011 (ed. or. J.Zeisel,I’m Still Here, Avery Trade, New York 2009)

Pietro Vigorelli, L’Approccio capacitante. Come prendersi cura degli anziani fragili e delle persone malate di Alzheimer Franco Angeli, Milano 2011

Animazione e demenze. Memorie, emozioni e buone pratiche sociali, di Rosa Angela Ciarrocchi, Clelia D’Anastasio, Walter Orsi, Maggioli editore 2013

Pietro Vigorelli, Luca Carli Ballola L’Approccio Capacitante™ nei progetti museali per persone con demenza, in“I luoghi della cura”, 2,XII – giugno 2014, pp. 22-27

 

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